Cosa faccio se non fumo?
La difficoltà di percepirci al di là di una dipendenza.
La dipendenza (in questo articolo mi riferisco prevalentemente a quella da fumo di tabacco, sulla quale lavoro ormai da più di 30 anni, anche con l’agopuntura auricolare) si struttura perché comunque ci aiuta a superare qualcosa, o lo ha fatto nel passato.
Non si tratta di un aiuto disinteressato però: diventa una catena che rimane anche quando non ne avremmo più bisogno, che chiede sempre più, che si nutre di noi.
Dopo qualche tempo ci aiuta solamente a superare il senso di vuoto che proveremmo senza di essa.
Ogni dipendenza si manifesta infatti a livello emotivo con la difficoltà a vedere la propria vita senza quella sostanza, quel gesto, quella persona, quella situazione, quel farmaco, quel device, quel tempo sui social, quell’emozione…
Dipendiamo quando abbiamo incorporato qualcosa che non fa parte di noi ma, in qualche modo, ci divora.
Cosa faccio se non fumo?
Da tempo affermo come un mantra che la bussola della nostra vita non è il dovere ma il piacere. Per una persona equilibrata, sana, consapevole (o che almeno segua il suo individuale percorso per esserlo) la guida interiore non viene immediatamente dalla ragione. Viene ancor prima dal senso di piacere interiore che indica la strada giusta, in ogni momento della vita.
Per i duri di cuore le “leggi” devono essere scritte, addirittura su pietra, tuttavia dentro di noi sappiamo dove è il vero piacere, quello che espande noi e gli altri, quello che fa crescere, che libera.
Rileggo spesso il testo dell’inno di San Paolo
sostituendo la parola CARITA’ con GIOIA,
il suo principale segno, senza il quale la carità non è tale.
Quadra tutto!
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la GIOIA, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la GIOIA, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la GIOIA, a nulla mi servirebbe.
La GIOIA è magnanima, benevola è la GIOIA; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La GIOIA non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. ( … )
Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la GIOIA.
Ma la più grande di tutte è la GIOIA!
Il piacere vero, quello che riconosciamo perché ci fa provare una gioia profonda, è la bussola della nostra vita
Tuttavia spesso incontriamo “scorciatoie” in piaceri apparenti (almeno nelle modalità in cui si presentano) che diventano dipendenze.
Come riconoscerli?
Ci legano, ci bloccano in un punto senza evoluzione, ci separano dagli altri invece che connetterci, si pongono in alternativa con il bene comune, non ci soddisfano mai appieno, richiedono sempre di più per svolgere il loro ruolo, e soprattutto abbiamo la sensazione di “non poterne fare a meno”, minano quindi quel senso di completezza interiore che è indice di equilibrio e benessere.
La dipendenza è una scorciatoia che presto si rivela una strada senza uscita e troppo stretta per invertire rapidamente il senso di marcia
Torniamo al fumo di tabacco e alla resistenza a lasciarlo andare: spesso vedo nelle persone il timore di dover affrontare il senso di vuoto. La mano senza sigaretta, il caffè e poi?…
Le difficoltà da affrontare da “soli”, senza un respiro affumicato che rilassi le nostre tensioni anche corporee…
I viaggi in macchina, o i lunghi tempi davanti al computer, o quelle pause benedette in cui ci possiamo allontanare per un breve tempo dalla monotonia e dalle tensioni del lavoro e della quotidianità: come riempirle senza accendere un focherello tra le dita e, finalmente, “respirare”?
Ascoltando questa paura del vuoto, del SILENZIO, possono succedere diverse cose:
Molto spesso vedo che è proprio il percorso di ripresa in carico di se stessi, ascoltando le proprie esigenze, a stimolare la decisione di liberarsi dal fumo.
E’ un “circolo virtuoso”: più mi ascolto, più prendo in carico i miei desideri, più intravedo la fiducia, più desidero essere libero da dipendenze, più mi ascolto… non ha importanza dove si inizi, l’effetto è uscire dal senso di vuoto che ogni malessere porta con sé.
Come aiuta l’agopuntura?
Nelle sedute integrate che propongo (che man mano in questi anni si sono arricchite di varie competenze) l’agopuntura auricolare aiuta il nostro organismo a disintossicarsi e contribuisce a riportarlo in equilibrio, rendendo più facile un percorso di presa in carico della nostra libertà.
Ci riporta su un sentiero di integrazione con noi stessi:
faccio ciò che mi piace e stranamente ciò coincide con quello che mi fa bene e quello che interiormente so di dover fare
A volte ciò succede con una sola seduta, altre volte sono necessari più step, ma mai sostituisce la nostra volontà né genera scorciatoie: semplicemente pone la strada in discesa.
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