Fumo e Fame

Fumare aiuta a dimagrire?
 

Smettere fa ingrassare?

di ANTONELLA BEVERE

«Costruendo la propria gabbia ognuno impara ad amarla».
Mirko Badiale

Come medico olistico mi occupo di alimentazione da più di 40 anni e di dipendenze da 35. Inoltre ho l’esperienza personale di essere stata una rispettabile fumatrice.
Molte volte il dubbio, espresso o meno, di persone che vogliono smettere di fumare, soprattutto donne, è: “Ingrasserò? Quanto?” 
 
Ho cercato studi affidabili ma non ne ho trovati.
Solo statistiche, e quelle, lo sappiamo, lasciano il tempo che trovano: non sapremo mai in quale parte delle percentuali ci ritroveremo. Dopo averle lette “non ci rimane che sperare” (cit. Disney, l’umano di Lilly e il Vagabondo).
Tanto meno ho trovato studi sulle correlazioni tra incremento ponderale e le  diverse strategie utilizzate per liberarsi dal tabagismo. 
Ho considerato allora la mia esperienza sul campo e ho trovato una risposta affermativa: “Sì, nella maggioranza dei casi si riscontra un aumento del peso”. Tuttavia essa si è rivelata subito estremamente positiva:  “con un trattamento integrato c’è generalmente un aumento moderato e transitorio, si tratta fondamentalmente di un riequilibrio, non del passaggio da una dipendenza ad un’altra“.

Ed è lì il busillis: lavorare sull’atteggiamento dipendente, non solo sulla sostanza.

Gli aspetti disfunzionali del Disturbo da Uso di Sostanze non si sviluppano solo nella relazione che la persona stabilisce con le sostanze ma anche con persone, comportamenti, luoghi, e persino oggetti. Riguardano quindi ogni forma di attaccamento riconducibile ad un alterato rapporto con la realtà e con il mondo esterno. Sono riscontrabili in tutte le dipendenze, da gioco d’azzardo, da lavoro, da relazioni affettive, da internet o videogame, da accumulo compulsivo…

OMS 

«Bisogna sempre partire subito, quando si vuol andare via.
Se si ritarda, si resta.
»
Matilde Serao – L’infedele

Quindi dicevamo: fumare comporta una perdita di peso (ma anche una degenza in ospedale, una polmonite o un tumore lo fanno, tuttavia nessuno se li augura).

Smettere di fumare fa prendere peso (ma ciò non si dimostra necessariamente un danno).

Ragionamoci su:

Il termine fumare, come spiego in dettaglio in un altro mio articolo, indica l’atto di respirare. Tuttavia è un respiro “saporito” , percepito e riconosciuto subito in bocca.

Sì, lo sappiamo bene, la gratificazione orale gioca un ruolo molto importante in tutte le fasi della nostra vita, non solo nel primo sviluppo.
In una sintesi colorita e un po’ estremizzata il fumatore trasforma il ciuccio in sigaretta. Smettendo di fumare cerchiamo cibo da sgranocchiare in alternativa. 

Per la Medicina Tradizionale Cinese il tabacco fumato risulta essere un Alimento (non salutare) dal sapore acre e piccante, di natura calda. Esso inizialmente muove e stimola l’energia (il Qi) ma a lungo andare la disperde e consuma.
Ecco che chi smette di fumare si troverà spesso in uno stato di vuoto energetico (determinato dalla dispersione e consumo dovuti al tabagismo) e di stasi, essendo venuta a mancare l’azione di stimolo e mobilizzazione: cosa farà istintivamente per nutrire e muovere? Mangiare, chiaro!

Inoltre la nicotina aumenta il metabolismo a riposo e riduce l’appetito, nonché “sporca” in qualche modo i recettori del gusto e dell’olfatto che vengono resi meno sensibili.

L’aumento di peso va dai 2 agli 8 chili ma è molto più contenuto, talora nullo, utilizzando le sedute di medicina integrata con agopuntura auricolare.

E qui viene il nostro trucco:
noi, con le sedute, non cerchiamo di NON FUMARE, non ci basta. 

Sarebbe un obiettivo negativo, un lutto, una perdita, un NON FARE, un NON AVERE. 
Eticamente preferisco che i miei pazienti vadano verso la felicità piuttosto che scappare da un dolore.
Ecco, è necessario scoprire quale è per noi la felicità che la dipendenza ostacola, il motivo profondo che ci porta a desiderare di smettere di fumare.
Spesso, potrei dire sempre, sotto sotto c’è un motivo di amore, perché di questa sostanza siamo fatti,  sapendo che non c’è alcuna differenza tra l’amore verso gli altri e quello verso noi stessi. 

Uno dei miei ricordi più belli è un signore elegante che mi disse “Sono qui perché i miei nipotini mi possano abbracciare senza storcere il naso e, da grandi, ricordino il buon odore del loro Nonno”

Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. a essere contento senza dover cercare un motivo
2. a essere sempre occupato senza bisogno di dimostrare l’importanza di ciò che lo occupa
3. a essere convinto che quello che desidera lo otterrà

Paulo Coelho
 

Come fare quindi concretamente per limitare l’aumento di peso quando si smette di fumare?
Come sempre non ci sono schemi precostituiti (es.  mastica bastoncini di liquirizia…) ma concetti base su cui elaborare il proprio percorso, magari insieme:

  • Una buona norma è semplicemente crederci! Vedersi già come se si fosse raggiunto l’obiettivo, meglio se durante uno stato di rilassamento come facciamo durante la seduta,  sentirsi già liberi di poter decidere come usare il proprio respiro per una maggiore salute, in un corpo sano, forte e con un peso adeguato e stabile. Ripetendo questi esercizi tutti i giorni, in stato di profondo rilassamento, creiamo delle vie nervose inconsapevoli che lavoreranno sul raggiungimento di entrambi gli obiettivi.  Anche mentre noi facciamo altro!
  • Fare qualunque cosa in ascolto e in accordo con il nostro corpo: bere quando abbiamo sete, dormire quando abbiamo sonno, muoverci quando ne percepiamo la necessità. Anche il cibo deve essere soddisfacente, assunto consapevolmente, con calma, gratitudine, piacere e gioia. 
  • Durante la seduta ciascuno cerca e trova la sua capacità di controllo della gestualità e la sua capacità di agire sulle abitudini, riconoscendole prima di tutto, ratificandone il valore che hanno avuto sinora e, eventualmente, cercando modalità più efficaci e gradevoli.
    Le abitudini, infatti, sono tali sino al momento in cui non le si riconosce. Poi diventano scelte.
  • La possibilità di sentire meglio sapori e odori deve portarci ad una maggiore lentezza al momento dei pasti, con allegria. Non stiamo “facendo benzina” ma riscoprendo un grande piacere che deve avere i suoi tempi, anche sociali.
  • Essere aiutati da un punto di vista nutrizionale è molto importante ma solo se il “nutrizionista” entra in contatto con la nostra specifica situazione, non basandosi su regole e schemi che aumentano lo stress e lo “sforzo” della volontà, bensì con consigli alimentari che ci riconnettano con noi stessi, con i nostri gusti, con le nostre ambizioni profonde  (che non sempre sono quelle del dietologo).

 Un giorno vi dirò perché secondo me le volute di fumo ci affascinano e ipnotizzano come poche altre cose… ma questa è un’altra storia 🙂

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Dott.ssa Antonella Bevere
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